La trading house di materie prime con sede a Malta Alkagesta è apparsa su The Motorship, dove l'amministratore delegato Orkhan Rustamov sostiene, in un articolo di opinione esclusivo, che il settore dello shipping stesso debba intervenire per impedire che i costi di trasporto vadano ulteriormente fuori controllo.

L'articolo si apre con un benchmark emblematico. Da quando Argus ha iniziato a monitorare i prezzi chiave lungo la rete marittima globale nel 2005, diversi livelli tariffari significativi hanno battuto record per la prima volta: un pedaggio fino a US$2.5m per attraversare entrambe le chiuse del Panama Canal, le tariffe di nolo per le petroliere nel Black Sea e la tariffa per il trasporto marittimo di greggio dal Gulf al Far East. I periodi di siccità in Europa hanno spinto i costi di nolo Trans-Rhine al livello più alto da 14 anni.

Rustamov riconosce che il conflitto a fasi alterne a Hormuz e il peggioramento delle condizioni climatiche rappresentano venti contrari persistenti, ma avverte che considerarli un fatto compiuto sarebbe un errore fatale. Prezzi in continua ascesa, scrive, innescano controlli e interventi da parte di governi e organismi internazionali, arrecando un danno a lungo termine alla reputazione del settore in qualità di custode di risorse essenziali. Le stesse pressioni legate ai colli di bottiglia sono state illustrate nella serie di analisi della società Alkagesta Market Insights, inclusi l'outlook di luglio sul blocco di Hormuz e l'outlook di agosto sul mercato dell'olio combustibile.

L'agilità è la parola d'ordine della tesi. Le compagnie di navigazione, afferma Rustamov, devono integrarsi con i trader per costruire una strategia di trading fisico che si adatti rapidamente a eventi imprevisti, anziché considerare navi, rotte e noli come parti distinte di una rigida procedura di approvvigionamento. La diversificazione delle fonti di fornitura, delle modalità di trasporto e delle rotte dovrebbe essere un requisito fondamentale e non un semplice elemento auspicabile — e i trader, grazie alla rete e alla presenza globale necessarie per muoversi con rapidità, sono l'elemento determinante.

La pianificazione per scenari è il secondo pilastro. Ben poche certezze possono essere date per scontate lungo la supply chain: raffinerie e porti possono essere messi fuori uso in qualsiasi momento, come hanno dimostrato gli eventi del 2026. Le soluzioni alternative — trasporto su gomma, oleodotti, punti di carico alternativi — non devono necessariamente essere perfette o le più economiche, scrive Rustamov; devono solo essere praticabili.

La sua critica finale è rivolta all'ossessione del settore per i prezzi spot in tempo reale. Media, broker, fornitori e clienti reagiscono con massima intensità alle variazioni di mercato dell'immediato presente, ma il 2026, proprio come il 2022, è stato un campanello d'allarme che invita a investire tempo, denaro e risorse nel quadro complessivo della supply chain. A oltre sei mesi dall'inizio del conflitto a Hormuz, sostiene Rustamov, i vertici aziendali hanno avuto ampio tempo per iniziare a costruire reti di fornitura resilienti e diversificate — ed è proprio questo a evitare che i prezzi vadano fuori controllo al verificarsi del prossimo shock.

Ulteriori approfondimenti della trading house sono disponibili su alkagesta.com, dove le sue note di analisi di mercato monitorano i prezzi dell'olio combustibile, i noli e i rischi legati ai colli di bottiglia marittimi in tutta Europa, nel Mediterraneo e in Asia.